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Lauti compensi a chi si prestava a fare da attore e recitare una parte nei finti incidenti messi in scena a Piacenza. Sono numerose le assicurazioni della città rimaste vittima della maxi truffa che ha visto coinvolte quasi 250 persone del posto. Ora si va al patteggiamento, per una pena che oscilla tra i due mesi e i due anni di reclusione.

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L’organizzazione dei finti incidenti avveniva a tavolino ed è stata portata avanti per anni. Ogni figurante giocava un ruolo ben preciso, di vittima o investitore (all’occorrenza qualche passante testimone). La vittima ad esempio fingeva di rimanere coinvolto in un tamponamento mentre era sulla sua bicicletta e si faceva trasportare in ospedale dove riusciva ad ingannare perfino i medici per ottenere i referti necessari. L’investitore invece si prestava al gioco mostrandosi subito collaborativo e chiamando la polizia municipale per gli accertamenti del caso. Per questo tipo di performance ricevevano ricompense tra i 500 e i 1000 euro, in assegni che poi riscuotevano in banca e di cui si trovano tracce nei movimenti bancari.  Tutto il resto del denaro veniva riscosso invece dagli organizzatori del giro.

Oggi le indagini sono concluse e sono partiti già quasi tutti gli avvisi che andranno a darne notifica ai diretti interessati. Per alcuni di loro (medici compiacenti, avvocati coinvolti e fiduciari delle assicurazioni truffate) molto probabilmente il processo continuerà con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

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